Recensione: ‘Game of Thrones’ è la miglior serie TV di sempre?

Gli attori, la sceneggiatura e l’ambizione si combinano per rendere ‘Game of Thrones’ semplicemente il meglio.

Nonostante la più debole diffusione delle critiche, i superlativi sono diventati un elemento caratteristico della recente ripresa della televisione. Parole come “il più grande”, “il più intelligente” e “il più divertente” sono usate con estrema regolarità.

Per questo dire che “Game of Thrones”, che ritorna la prossima estate per la sua settima stagione, è la Miglior Serie TV di Sempre non è solo davvero molto soggettivo, è riduttivo. Nonostante la nostra sempre più noiosa propensione alle liste, la televisione non è mai stata abbastanza lineare per dei paragoni significanti; adesso è così varia in forme e funzioni che ogni tipo di classifica o premio perde di significato.

Ma sapete una cosa? Lo dirò comunque.

“Game of Thrones” è la Miglior Serie TV di Sempre.

Gli attori sono sublimi, la sceneggiatura audace e acuta, il lavoro di set e riprese è incredibile e, in termini di ambizione, che sia narrativa, creativa, logistica o geografica, nessun altra serie si avvicina.

Con più di sette regni da gestire e un cast di letteralmente migliaia di persone, sembra inevitabile che gli show runner David Benioff e D.B. Weiss possano in qualche modo perdersi per strada. Tuttavia ogni stagione si dimostra più forte della precedente.

È una serie così piena di ricchezze che può permettersi di uccidere due dei suoi personaggi più amati, Robb e Catelyn Stark, in un episodio che ha spezzato diversi milioni di cuori e comunque andare avanti con una bellezza spietata, rigoroso controllo e un cast senza paralleli in televisione.

Sì, ci sono uomini, potenti e disonorati, però il più delle volte si ha una combinazione di entrambi. Ma, a differenza della maggior parte dei fantasy semi-storici, ci sono anche donne ugualmente forti da provocare ammirazione, odio e preoccupazione. Chi tra di noi non si preoccupa di tutto ciò che Arya Stark (Maisie Williams) ha dovuto sopportare; quale donna non desidera segretamente essere chiamata “Khaleesi”? Io personalmente lo voglio su una maglietta.

Il fantasy non piace a tutti. È sicuramente il genere più difficile: da scrivere, vendere e sostenere. Se crei, come ha fatto l’autore George R.R. Martin, un mondo in cui non ci sono solo draghi ed Estranei ma anche irrefrenabili ragazzi re e dame rosse assassine, bambini mezzo paralizzati che comunicano con corvi a tre occhi e principi nani astuti e nobili, non puoi permetterti troppi passi falsi.

In realtà non puoi farne nessuno quando porti quel mondo su uno schermo. Niente sembra più stupido di un universo alternativo fantastico che collassa sotto il peso del suo stesso orgoglio di fata.

Da ormai tre anni, “Game of Thrones” ha giocolato una dozzina di sotto trame ambientate nelle location più vastamente disparate, intrecciando meticolosamente una mitologia che risuona con il mondo moderno. Le spade e la magia lo rendono interessante, ma è la sua incredibile gamma di temi, amore e morte, vendetta e fedeltà, libertà e schiavitù, avidità e generosità, potere e sottomissione, passione e compassione, paternità ed infanzia e la responsabilità di una sola persona nei confronti di famiglia, dei e lo scorrere del tempo, che lo rendono grande.

I superlativi potrebbero essere di fatto senza significato, ma non importa come si scegli di descriverla, la televisione semplicemente non può diventare meglio di così.

Rispondi